CAOS 222
Dal 1.998 mi dedico nei momenti pIù impensati e casuali, alla realizzazione di disegni e quadri con tecniche miste... per me stesso...
Uso mischiare le tecniche, utilizzando acrilici, Bic nera e blu, Matita, la polvere della mina della matita, scolorina, colori a olio, terra, etc..
Non volendo ripetere nulla in maniera coerente se non nella sequenza concettuale dei miei lavori, ogni sperimentazione è su un supporto diverso, legato al caso, quello che trovo da un foglio a quadretti, a un Post.it, da una tela regalata ad un supporto di legno.
Spesso ma non sempre quando finisco le mie opere, uso distruggerle, accartocciarle, Bagnarle o morderle una volta appallottolate...Poi le schiudo e sotto il disegno c'è una mappatura naturale incontrollata, che rende definitivo il mio lavoro.
Non ripeto troppo spesso neanche questo però ma l’idea di rovinare l’opera è un’azione che va oltre l’arte, oltre il momento in cui un pittore stabilisce per se stesso di aver completato la sua opera, si sposta l’asticella della fine e vado oltre a quel momento in un campo inesplorato sino ad ora. 
E’ il gesto più innovativo che potessi concepire.
Ciò rende la vita dell’opera più corta nel tempo essendo che un oggetto usurato e non curato si deteriora sempre più nel tempo fino a diventare polvere .. in un giorno non così lontano.
E’ un gesto che rende l’opera più simile alla vita e al tempo della vita, la nostra vita umana che ha un tempo limitato.
E’ un gesto drammatico che rende il supporto il corpo dell’opera, mentre il contenuto è l’anima e come la vita di un essere umano può essere tramandata e rivista solo attraverso la duplicazione fotografica analogica o digitale per poi diventare un icona.
Nel sito è presente solo una piccola parte dell’intero progetto.

Da tempo avevo intenzione di raccontare una storia divisa per capitoli illustrata per quadri utilizzando le tecniche miste, supporti rovinati e supporti non rovinati di qualsiasi genere, in momenti imprevisti dettati solo dall’ispirazione del momento, espressione di una sensazione, di un emozione o talvolta di un sogno ricordato.
Il soggetto si chiama Caos222, la sequenza rappresenta tutta la sua vita, da prima che nascesse al momento della sua morte.
Caos222 Ë un ciclope che vive nella società moderna, nato da un esperimento genetico e rappresenta il diverso.
Alcuni dicono che sia autobiografico...io non confermo, ne smentisco.
Il suo nome è dato dal caos che mi circonda e che è stato il denominatore comune della mia vita.
Il 222 deriva dal numero 2, che vedo ovunque da quando ho ventidue anni.
Il fatto di prendere coscienza che esisto nel caos e che vedo involontariamente e ripetutamente nel tempo il due, mi porta a legare questo termine a questi numeri, e a materializzare una vita che porta per nome, il nome CAOS222, una figura complessa, un ciclope, chiave di tante verità, espressione del nostro tempo. 
Paolo AgostaArt_Work.html


PAOLO AGOSTA

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